Eseguita l’autopsia sulla salma di Angela Scibilia, la giovane di 23 anni al secondo mese di gravidanza morta lunedì scorso nell’ospedale di Polistena. I parenti della vittima: “Vogliamo giustizia”
PALMI (REGGIO CALABRIA), 5 MAR - Ci sono cinque medici indagati per la morte di Angela Scibilia, la giovane di 23 anni al secondo mese di gravidanza morta lunedì scorso nell’ospedale di Polistena (Reggio Calabria). I medici lavorano a Villa Elisa, la casa di cura di Cinquefrondi in cui Angela Scibilia è stata ricoverata per alcuni giorni prima di essere trasferita nell’ospedale di Polistena. Nei confronti dei cinque medici il pm della procura di Palmi Francesco Tedesco ha emesso altrettante informazioni di garanzia in cui s’ipotizza il reato di omicidio colposo. L’inchiesta è stata avviata sulla base dell’esposto presentato ai carabinieri dai parenti della giovane. Ciò che il magistrato vuole accertare è se alla giovane, durante il periodo di ricovero a Villa Elisa, sia stata garantita adeguata assistenza e le cure necessarie. Si vuole anche verificare se il trasferimento di Angela Scibilia in ospedale, domenica scorsa, sia avvenuto con la necessaria tempestività. La giovane è stata portata nel nosocomio con un ambulanza del 118 di Gioia Tauro “sebbene la casa di cura - hanno sostenuto i familiari della ragazza - fosse fornita di due autolettighe”. I parenti di Angela Scibilia chiedono adesso che sulla morte della giovane venga fatta giustizia, accertando le eventuali responsabilità a qualsiasi livello. “Ci siamo rivolti ai carabinieri - ha detto il marito della ragazza, Domenico Cutrì - per sapere cosa è successo e perché si accerti se qualcuno, in questa vicenda, ha sbagliato e perché. Mia moglie voleva soltanto realizzare il suo sogno di diventare mamma e vivere una vita normale. Per responsabilità di qualcuno, però, questo le é stato impedito ed il suo sorriso si è spento per sempre”. La madre della ragazza, Giulia Morgante, accusa in modo diretto, invece, il ginecologo che l’ha avuta in cura a Villa Elisa e che è uno dei cinque medici indagati. “Continuava a dirmi - ha detto la donna - che mia figlia era depressa. In realtà, le condizioni fisiche di Angela erano fortemente compromesse a causa di un tasso glicemico altissimo, come è stato accertato appena mia figlia è arrivata nell’ospedale di Polistena. Perché allora, mi chiedo, insistere sulla depressione e non intervenire per ridurre la glicemia?”. La Regione Calabria, intanto, ha nominato una commissione d’inchiesta, voluta dall’assessore alla Sanità, Vincenzo Spaziante, che entro lunedì prossimo dovrà chiarire i fatti che hanno portato al decesso di Angela Scibilia. “Non faremo sconti a nessuno - ha detto Spaziante - e ci comporteremo anche in questo caso con la stessa determinazione e inflessibilità con cui ci siamo mossi in tutte le analoghe situazioni precedenti”. il Domani