Diabete curato come depressione: muore una ragazza di 22 anni incinta

Non c’è solo la 194 da difendere ma la nostra salute e la nostra vita

Lorella Pintuso

Mi chiedo come e perchè se un uomo si presenta al medico descrivendo ansia, tremore, palpitazione, stanchezza, ecc….non viene mai considerato depresso, ma fisicamente debilitato e quindi si avvia subito ad esami diagnostici mirati per individuare al più presto la patologia e la cura.
Sì, è davvero ora di finirla e lo dico proprio in occasione dell’ 8 marzo, giorno in cui noi donne saremo ancora una volta festeggiate, commemorate, ammirate, ricordate e ….prese per i fondelli !

E’ ora di finirla d’essere considerate sempre e comunque un mondo a parte, una fetta di umanità sempre e comunque stressata, isterica e nevrotica ! Ieri ci indicavano come “streghe” da bruciare, oggi come “depresse croniche” da sedare.
Dopo l’ennesimo fatto in cui una grave malattia come il diabete viene superficialmente scambiata e curata come depressione, causando la morte di una splendida ragazza nel fiore degli anni e con un bimbo in grembo (Angela Scibilia di Seminara -RC - 22 anni), dobbiamo veramente unirci e difenderci per gridare BASTA !!

Basta con questa classe medica che da Nord a Sud non guarda più il paziente come essere umano da capire, conoscere e curare, ma fa distinzioni sessuali riconoscendo la donne spesso come soggetto ipocondriaco vittima del ritmo stressante della vita moderna. Quindi, in poche parole, semplicemente depresso.

E’ successo a me personalmente, curata per mesi con potenti farmaci antidepressivi per poi scoprire, quando la patologia è peggiorata, che dietro quei sintomi c’era una tiroidite avanzata. E’ successo ad altre amiche e persone care che sono state tutte - e ripeto tutte - scambiate per nevrotiche solo perchè dal racconto della propria vita quotidiana poteva emergere un surplus si emotività,impegno e fatica tali da inquadrare la patologia semplicemente come esaurimento nervoso, mentre in quasi tutti i casi si trattava di malattia diversa, non della psiche ma del corpo, aggravata dalla tardiva diagnosi.

Probabilmente per la classe medica noi donne siamo un problema, per cui meglio sedarci e rimbambirci di psicofarmaci così almeno dormiamo e non rompiamo le scatole a nessuno. Mi chiedo come e perchè se un uomo si presenta al medico descrivendo ansia, tremore, palpitazione, stanchezza, ecc….non viene mai considerato depresso, ma fisicamente debilitato e quindi si avvia subito ad esami diagnostici mirati per individuare al più presto la patologia e la cura.

Forse noi donne dovremmo solo augurarci di avere un cancro, perchè in quel caso (ma a volte nemmeno in quello) il medico non avrà dubbi ad emettere una diagnosi certa, perchè evidente. Per tutti gli altri casi siamo in balìa di noi stesse.

Care donne, altro che 8 marzo !!! non c’è solo la L. 194 da difendere, ma la tutela della nostra salute e della nostra stessa vita ed il cammino, purtroppo, è davvero ancora molto lungo…!

7 marzo 2008