Relazione dei fatti sul decesso di Angela Scibilia, avvenuta il 3 Marzo 2008 presso l’ospedale di Polistena (RC).
Angela era alla quinta settimana di gestazione quando fece il primo test di gravidanza (analisi del 4 febbraio 08), il giorno seguente fu contattato per telefono il Dr. Sergio Pedullà, il quale si informava che era intenzione dei futuri genitori che lo stesso assistesse durante tutta la gravidanza la futura mamma. Il Dr. Pedullà, fissò una visita nel suo studio, sito presso la Clinica Villa Elisa di Cinquefrondi, per il successivo sabato 9 Febbraio 08 alle ore 17:00.
La visita a pagamento si svolse secondo protocollo, il dottore fece un’ecografia confermando la quinta settimana di gravidanza, prescrisse gli esami di routine e fissò la seconda visita per il 27 febbraio 08. Qualche giorno dopo la prima visita, erano cominciati alcuni malesseri, come nausea e vomito, con fastidi continui alla bocca ed alla gola, con un bisogno costante di assumere molti liquidi, gli stessi che la obbligavano a andare in bagno con continua frequenza ad intervalli di 10 o 15 minuti. Preoccupati da questi malesseri, si contattò telefonicamente il dottore, il quale affermava che il tutto era più che normale.
Il 20 Febbraio la segretaria del ginecologo contattò i futuri genitori per anticipare la visita dal 27 al 25 febbraio 2008 alle ore 15:00.
Lo stesso giorno, prima della seconda visita con il dottore, furono ritirati dalla mamma di Angela, gli esami del sangue e delle urine chiesti dal dott. Pedullà, realizzati presso il laboratorio di analisi cliniche San Rocco di Palmi. Al momento del ritiro, l’addetto alle consegne commentò alla sig.ra di ripetere l’esame delle urine, giacché c’era un valore molto alto, che era molto al di sopra del valore massimo.
Alle ore 15:00 dello stesso giorno, i futuri genitori, Angela e Domenico insieme alle future nonne, si presentarono alla seconda visita a pagamento nello studio del dottore, sito presso la Clinica Villa Elisa di Cinquefrondi.
Come da protocollo, fu fatta un’ecografia, dalla quale il dottore dedusse che tutto era in regola e che la gravidanza procedeva nel migliore dei modi. Terminata l’ecografia e senza che il dottore ne facesse richiesta, furono mostrate le analisi ritirate qualche ora prima, facendo presente ciò che era stato commentato dal personale del laboratorio sul valore al di sopra della norma e cioè che il valore del Glucosio era a 8358 mg/dl quando il valore massimo accettabile, secondo i valori di riferimento, doveva essere fino a 25 mg/dl. Alla consegna di queste analisi, il dottore non fece molta attenzione alle stesse e addirittura aggiunse testualmente che non le avrebbe tenute in considerazione, giacché secondo lui vi era un chiaro errore del laboratorio che le aveva realizzate. In nessun momento e modo, fu richiesta da parte sua la ripetizione delle stesse, insistendo che la gravidanza stava procedendo nel migliore dei modi. Terminato tutto ciò, fu chiesto il perché dei continuo e repentino vomito ed il dottore rispose di stare tranquilli, perché era una sintomatologia normale durante una gravidanza, aggiungendo che più si rimette e più é sinonimo di una buona gravidanza. Con l’accettazione di quanto detto, si chiese se esistesse qualche rimedio al problema, il dottore disse che si potevano assumere tranquillamente alcune compresse di Farganesse, al tempo stesso Angela chiese se quei famosi braccialetti per ridurre la sensazione del vomito, fossero efficaci e opportuni alla situazione, il dottore rispose di si. Alla fine e prima di concludere la visita, fu commentato anche, che vi erano dei problemi di stitichezza, per i quali furono ordinati delle supposte di glicerina.
Tornando a casa i futuri genitori, decisero di ripetere le analisi della glicemia due giorni dopo, seppur il dottore non ne avesse fatto esplicita richiesta ed eventualmente in caso nuovamente positivo avvisare opportunamente il medico.
La sintomatologia della nausea e del vomito, continuò e peggiorò durante tutto il giorno seguente fino a ridurre Angela in uno stato pietoso. La sera stessa, verso le ore 21:00 al ritorno dal lavoro, Domenico, molto preoccupato dallo stato in cui versava Angela, chiamò il dottore per telefono per spiegargli l’aggravarsi della situazione, allorché quest’ultimo disse di somministrarle una iniezione di Plasil e dopodichè ricoverarla urgentemente in clinica, e che il giorno dopo all’indomani mattina sarebbe passato a visitarla. Domenico, non sapendo fare iniezioni e non avendo nessuno a chi chiedere e comunque credendo che forse la stessa medicina suggerita non fosse adatta in uno stata di gravidanza, decise di andare direttamente alla clinica per il ricovero, dove giunsero alle 21:30 circa.
Giunti in Clinica, vennero ricevuti dal dott. Sergio Corica, il quale fece l’anamnesi, un’ecografia e preparò la cartella clinica del ricovero secondo la prassi. Anche a lui fu spiegata la sintomatologia e commentato che erano pazienti del dott. Sergio Pedullà, il quale aveva suggerito telefonicamente il ricovero in Clinica.
Dopo il ricovero fu applicata una flebo con un farmaco chiamato Farganesse, il quale secondo quanto riferito dal medico presente, serviva a calmare lo stato di nausea e di agitazione. Durante l’operazione di applicazione, l’infermiera non riuscì a trovare la vena e dovette praticare ben 8 differenti buchi prima che sorgessero lamentele e malumori, al punto tale che così infastidita e commentando che non era la prima volta che faceva quest’operazione, decise di abbandonare l’operazione a favore di una seconda infermiera.
Verso le ore 22:30 Domenico lasciò Angela nella Clinica, sotto l’assistenza della madre di quest’ultima.
Il giorno dopo, già mercoledí 27 febbraio, dopo aver raccontato l’evolversi della vicenda a una cugina, di professione biologa, quest’ultima provò a chiamare per telefono sin dalle ore 08:30 del mattino la Clinica, per avere notizie di Angela ed in particolare per sapere i nuovi valori della glicemia. Dopo vari intenti falliti, solamente alle ore 13:30 riusciva a mettersi in contatto e comunicata con il laboratorio di analisi cliniche della stessa entità, si presentava come collega alla dott.sa di turno, la quale quest’ultima non diede mai la sua identità, e dalla quale ricevette come risposta tassativa che non aveva ancora il risultato della glicemia, perché aveva mille cose da fare e perciò non aveva ancora analizzato le analisi di Angela e che comunque, una volte ottenute l’avrebbe riferito direttamente alla paziente.
Durante la stessa giornata lo stato di salute non era cambiato, la unica differenza stava nel fatto che i conati di vomito erano diminuiti, però con gli stessi precedenti sintomi e cioé con continua sete, richiesta di bevanda zuccherate e continui desideri di urinare. Stando alle parole del dott. Pedullà, che nel frattempo era andato a visitare la paziente, riferite alla presenza della sig.ra Morgante, la quale a sua volta aveva chiesto se fosse stato ripetuto l’esame clinico per verificarne nuovamente i valori della glicemia, lo stesso rispondeva che tutto era a posto e che Angela poteva mangiare qualsiasi cosa.
Nel frattempo, si continuavano a somministrare le flebo e le vitamine attraverso punture, mantenendo sempre gli stessi problemi d’ingestione dei cibi e delle bevande. Durante la notte, Angela venne assistita dall’alternarsi della madre e della suocera, le quali non riscontrarono nessun segno di miglioramento, anzi, con problemi di sonno e un continuo viavai al bagno. Le condizioni di Angela peggioravano di ora in ora, e questo veniva fatto presente sistematicamente al dott. Pedullà, al dottore di turno ed a tutta l’equipe medica e infermieristica presente, ricevendone come risposta sempre la stessa e cioé, che era normale durante la gravidanza e che per la stessa ragione, Angela si trovava in uno stato depressivo dovuto dal fatto che era troppo coccolata dai familiari.
Angela, soffriva anche di stitichezza e di questo erano stati informati opportunamente i dottori presenti, però soltanto il venerdí 29 febbraio decisero di darle una supposta di glicerina e dopo averla assunta, al momento di evacuare, dovuto allo sforzo e alle indigenti condizioni fisiche, ebbe forti perdite di sangue che fecero pensare a un’ emorragia interna.
Angela continuava a peggiorare e ad avere nella bocca un bruciore insopportabile tanto da impedirle persino di deglutire, mentre il dottore Pedullà continuava a insistere che era tutto normale e che vi era solamente un piccolo stato depressivo dovuto alla gravidanza e che perciò non bisognava preoccuparsi più di tanto.
Sabato 1 marzo, all’ora di pranzo, dovuto al problema d’ingerire cibi solidi, furono richiesti da parte di Angela dei cibi liquidi al personale di turno, i quali portarono invece della pasta al sugo. Avvisata l’infermiera di turno dell’errore e chiedendone la sostituzione dovuta alla patologia, questi chiamava la caposala di turno la quale con tono vibrante ed arrogante diceva che se non avesse voluto mangiare la pasta al sugo, avrebbe dovuto aspettare fino alla cena per avere la minestra. Cosa che così accadde. Nel frattempo, confortati dal parere del dottore che Angela potesse mangiare di tutto, venne avvisata la sorella, che più tardi dopo un paio di ore portò un frullato di frutta.
La mattina di domenica 2 marzo, la mamma di Angela vedendola ulteriormente debilitata e senza forze, avvisò nuovamente i medici in servizio ed il dott. Pedullà che era di turno, quest’ultimo mandò un’infermiera munita di sedia a rotelle a prelevarla dalla sua abitazione, per poi portarla a eseguire una ecografia. Nuovamente in quella circostanza, la sig.ra Morgante ribadiva al dott. Pedullà che Angela era sommamente debole, al punto tale da non riuscire ad alzarsi dal letto e a reggersi in piedi ed addirittura nemmeno a parlare, mentre lui rispondeva testualmente: “adesso la portiamo a fare l’ecografia, così le facciamo sentire il battito del bambino e vedrà che sua figlia si riprende”.
L’ecografia non fu effettuata con successo e quindi non ci fu né la vista del bambino e né il battito promesso, già che la suddetta, secondo il dott. Pedullà, non poteva effettuarsi correttamente perché Angela aveva la vescica vuota e la pancia piena d’aria.
Rientrata in camera, vi fu un avvicendarsi nell’assistenza di Angela, tra la madre e la sorella. Quest’ultima trovò la sorella in una stato aggravato ed impressionante, giacché era già entrata in un evidente stato confusionale, delirando e dicendo cose insensate accompagnate da comportamenti anomali. Durante questa circostanza, la sorella accompagnò Angela al bagno pregandola di sorreggersi, dato che da sola non l’avrebbe sorretta. In bagno Angela continuava a bagnarsi il viso con acqua fredda, in modo frenetico e a dir poco isterico, al punto tale che la sorella le disse di non bagnarsi così, perché avrebbe rischiato di prendere una polmonite. Uscite dal bagno, intervenne anche il padre di Angela che era presente, nel riaccompagnarla nuovamente al letto. Una volta coricata, la sorella corse in infermeria per chiedere aiuto, dicendo all’infermiera di turno che Angela stava impazzendo perché si stava comportando in modo stranissimo, al ché l’infermiera accorse in compagnia dello stesso dott. Pedullà, il quale una volta giunto e collocatosi ai piedi del letto e con toni rudi allontanò tutti i presenti, lasciando solamente la sorella, e mentre quest’ultima riferiva che Angela era molto agitata e che non era più riconoscibile, lui rivolgendosi a lei le ripeteva che doveva calmarsi, che tutto era normale e che non aveva nulla di anomalo. A questo punto, la sorella chiese nuovamente qual era il risultato delle analisi e soprattutto se le avessero ripetute, e lui rispose che gli esami erano perfetti e che normalmente nelle donne in gravidanza che vomitano, i valori delle analisi sono alterati, mentre nel caso di Angela stranamente i valori erano più che perfetti e comunque era una questione meramente psicologica o che addirittura il suo stato era stato causato dai farmaci somministratogli e che sicuramente, sospendendo le flebo la situazione sarebbe migliorata. Allo stesso momento, durante queste affermazioni, lo stesso dottore cercava di spronare Angela, dicendole di smetterla con questi comportamenti perché avrebbe creato ansia anche ai familiari. Anzi, sempre con tono arrogante e poco educato, disse che Angela stava benissimo e che la sua era solamente una debolezza psicologica e indicando un’altra paziente presente nella stessa abitazione disse: “Vedi quella paziente sta male, ma veramente male, non tu, tu non hai niente”. A quel punto Angela, presa da collera, proferiva le seguenti parole: “ É certo, Angela é pazza, Angela é pazza”, mentre la sorella cercava di rincuorarla dicendole che era semplicemente incinta e non pazza.
Più tardi, Angela, parlando con sua sorella le diceva le seguenti parole: “Digli al nonno Cecé che io non vedrò la mia casa terminata cosí com’é successo alla nonna Angelina, e digli a miei nipoti che io gli voglio bene, dì a M. che lei é la vita mia”.
Qualche minuto più tardi, arrivò la suocera ed insieme alla sorella misurarono la temperatura già che Angela sembrava febbricitante, difatti il termometro dava 38°C. Avvisata l’infermiera di turno, chiedendo che venisse il dott. Pedullà, la stessa subito dopo portò 2 compresse di Tachipirina da 500 mg. dicendo ad Angela di prenderle, però lei era così debole che non riuscì a prenderle da sola e quindi l’infermiera le mise una compressa in bocca mentre la sorella cercò di darle dell’acqua. Sfortunatamente Angela non riuscì ad ingoiarla, mentre l’infermiera continuava a sgridarla, fu a quel punto che la suocera vedendo che non riusciva ad ingoiare nemmeno l’acqua, le mise un dito in bocca e le tolse la pastiglia gettandola nel lavandino e chiese all’infermiera di darle o delle supposte o delle gocce. A quel punto, l’infermiera rispose che non avevano né l’una e né l’altra, che l’unica medicina disponibile era in pastiglie, fu a quel punto che i familiari decisero di andare ad acquisire in una farmacia esterna tali medicine. Nel frattempo, alle continue richieste della suocera, giunse il dott. Pedullà che rivisitando Angela disse che per lui i 38°C non erano febbre. Sempre in quel lasso di tempo durante la sua presenza con la paziente, i familiari dissero che stava delirando, pronunciando frasi inneggiante alla morte, quando lui rispose che sicuramente si trattava dell’effetto di qualche farmaco utilizzato da lui durante la terapia alla quale era stata sottoposta fino al momento. E che però, grazie al fatto che quel giorno la terapia fosse stata sospesa, sarebbe stato solo questione di tempo prima che Angela si fosse messa a posto. Dopodichè avvicinatosi ad Angela e dandole dei schiaffetti sul viso le disse: “Angela, tu sei depressa, cerca di tirarti su, altrimenti come farai a portare avanti la gravidanza fino a nove mesi? In questo modo distruggi anche chi ti sta vicino. Tu sei come una bambina viziata che vuole stare al centro dell’attenzione, domani ti rifaccio le analisi, anche se le ultime erano perfette, e poi ti mando a casa così nel tuo ambiente insieme a tuoi nipotini ti riprendi. Anzi sicuramente qua non dormi”. Terminato tutto ciò diede l’ordine alla infermiera di somministrarle un sedativo. Fu a quel punto che Rosita disse al dottore che Angela non riusciva a vedere bene e lui sgridandola disse: ”non strizzare gli occhi, tutto questo é perché sei nervosa”.
Terminato tutto ciò, la suocera insistette con il dottore, cosa somministrarle per la febbre e fu a quel punto che con tono arrogante, senza neppure guardarla negl’occhi e rivolgendosi alle due infermiere presenti, disse: “se volete fare i dottori perché chiamate il dottore?”, abbandonando successivamente la scena.
Dopo una decina di minuti, Angela sembrava fosse assopita e sua sorella provò a accarezzarle la testa, quando fu in quel momento che disse che non si sentiva più le gambe. Angela cominciò a delirare e ad emettere dei suoni e delle vocali senza un senso logico, gridando pronunciò un suono continuo “EEEEEEEE….”, fu proprio a quel punto quando lei s’irrigidì e la suocera spaventata chiamò nuovamente le infermiere, chiedendogli per l’ennesima volta del dottore Pedullà, fu a quel punto che giunsero di corsa con l’apparato per misurare la pressione, e dicendo che da lì a poco sarebbe giunto anche il dottore. Nel frattempo sempre la suocera gridava alle infermiere: “cosa le avete fatto? Mia nuora é morta”, quando una di loro disse: “signora io non so niente, sono solo un’infermiera”.
Misurando la pressione, riportarono che la stessa andava bene 105/50. A quel punto rientrarono in infermeria e qualche secondo dopo, una di loro disse che il dottore Pedullà era appena andato via e che però era arrivato il dottore di turno, il dott. C. Qualche minuto più tardi, lo stesso si presentò nella camera con ancora il camice non abbottonato e avvicinatosi ad Angela cercò di richiamarne l’attenzione, in quel frangente la suocera abbassò le coperte, perché non dava segni di vita e fu a quel punto che si scoprirono le gambe di un color viola quasi nero. Fu in quel istante, che il dott. C. chiese all’infermiera la cartella clinica e ai familiari presenti se Angela soffrisse di crisi epilettiche oppure nervose, ricevendone una risposta negativa, pochi istanti dopo, arrivò l’infermiera con la cartella e dietro di lei l’anestesista della Clinica. Nel frattempo il dott. C. revisionando la cartella clinica chiese ad una infermiera il Glicotest ed a un’altra di attaccarle una flebo. Sopraggiunto l’apparato in questione, cominciarono a praticarle dei buchi sulle dita per tirare fuori delle gocce di sangue per misurare la glicemia, però la misurazione portava l’apparato in errore dovuto al altissimo valore registrato.
Fu a quel punto che il dott. C. chiamò l’ospedale di Polistena, discutendo animatamente sull’accaduto e convincendoli dell’estrema urgenza del caso, quando dall’altro lato gli dicevano che non c’era posto in rianimazione. In quel frangente giunse nella camera la barella dell’ambulanza della Clinica. I familiari allarmati, chiesero al dottore di trasportarla con urgenza ad un altro ospedale, incluso quello di Reggio Calabria, però la risposta del dottore era che loro non potevano farlo con la loro ambulanza, in quanto non vi era un medico disponibile per accompagnarla durante il trasporto. Con la barella già pronta per l’uso, fu chiesto se fosse possibile contrattare privatamente un’altra ambulanza, però il dott. C. disse di no e anche che aveva già allertato il 118, la cui ambulanza doveva giungere dall’ospedale di Gioia Tauro.
Angela, rimase sul letto senza segni di vita per circa 40 minuti, tempo necessario per l’arrivo dell’ambulanza del 118, senza ricevere nessuna assistenza, nè in forma di ossigeno nè in altra forma.
Giunta l’ambulanza, Angela venne caricata e collegata alla maschera d’ossigeno e portata all’ospedale di Polistena.
Appena giunti al Pronto Soccorso dell’ospedale di Polistena, i medici che la videro, diagnosticarono immediatamente dai suoi sintomi il coma diabetico e richiesero la cartella clinica, che non fu mai consegnata né ai familiari e né al personale del 118. Fu a quel punto che il suocero, tornò di corsa in Clinica per richiederla. Nel frattempo la sorella si mise in contatto telefonico con il dott. Pedullà, per metterlo in comunicazione col dott. N., medico in carica al 118 di Polistena che nel frattempo era giunto sul posto a offrire il suo aiuto. Il dott. Pedullà sembrava quasi fosse imbarazzato da questa telefonata e spiegò che tipo terapia aveva adottato fino al momento.
In quel momento, giunse il suocero con le fotocopie della cartella clinica, giacché non vollero consegnargli i documenti originali, e venne consegnata nelle mani della sorella la quale lesse sulla stessa che in data 27 febbraio 2008 il valore della glicemia riportata era pari a 400.
Facendo poi mente locale e riferimento alle date e alle vicissitudini, queste dovevano essere le famose analisi che il dott. Pedullà diceva che erano perfette.
Al momento degli accertamenti nel Pronto Soccorso di Polistena, Angela aveva raggiunto un tasso glicemico pari a 1620 ed una temperatura corporea di 41.5°C, secondo quanto registrato.
Rimarrà 2 giorni in sala di rianimazione di Polistena,dove lunedì 03/03/2008 alle ore 17.30 circa, dopo aver perso spontaneamente il proprio bambino si lascerà andare come una madre degna di questo appellativo per seguire la cosa sognata da una vita, il suo bambino.
Non dimenticheremo mai quello che ci hai trasmesso in questa breve ma intensa tua vita.
Inorridisco nel leggere quanto successo,e rimango ancora sconcertato dalla supponenza di questi pseudodottori,purtroppo questi essere trogloditi non si rendono conto del male che fanno e che probabilmente continuerranno a fare,si perchè loro non si fermano convinti come sono di “essere dei dottori”
mi vengono i brividi ogni qualvolta leggo queste pagine….come si fa ad accettare una morte del genere?!
impossibile….impensabile….
“…dopo aver perso spontaneamente il proprio bambino si lascerà andare come una madre degna di questo appellativo per seguire la cosa sognata da una vita, il suo bambino….” queste parole in particolare mi fanno rabbrividire e le lacrime scendono sole dai miei occhi…..è vero,anch’io penso che Angela ha messo di combattere,di lottare,per seguire il suo bambino…..era cosi felice di essere in dolce attesa che non poteva permettersi di allontanarsi dal suo angioletto….ora entrambi sn in cielo,con lo sguardo fisso su Domenico e tutte quelle persone che li hanno amati..!
una morte assurda….più rileggo queste parole più mi convinco di ciò…. non si può morire a 23 anni….don Rosario quando ha celebrato la messa qua a s.eufemia dopo l tua morte ha detto (se non erro) che tu forse eri pronta a seguire la voce del Signore che ti ha chiamata a lui perche ti deve girare portando in mano la Bibbia,avevi rafforzato la tua fede…..chissa,forse era davvero cosi…volevi seguire il nostro Signore per guidarci da lassù sulla retta via,per insegnarci i veri valori della vita……..noi però sentiamo la tua mancanza…..!
leggendo queste pagine, sono rimasto veramente confuso… e di stucco… come si fa a morire così? angela non se lo meritava… era una ragazza fantastica, aveva ancora davanti a se tutta la vita… col marito, e il figlio che desiderava tanto…. ricordo acora tutti i momenti passati insieme, a scherzare e a giocare con le mie sorelle i tuoi nipoti… da quando sei volata via non è più la stessa cosa… non dimenticherò mai la tua dolcezza e il tuo sorriso… sarai sempre nei nostri cuori… ci manchi…
ciao
Entro spesso nel sito ma ho letto poche volte la storia..oggi dopo tanto sono riuscita a rileggerla e sono rimasta senza parole,come si fa a morire così??
Uno si affida ai medici e questi ti fanno morire???è una cosa inaccettabile..Angela aveva solo 23 anni..
Sono passati già 8 lunghi mesi..Anche se non scrivo spesso nel sito,ti penso sempre Angela..Sopratutto ricordo come se fosse ieri quando ci siamo viste l’ultima volta..
Un grande abbraccio…
Sapete che questo pseudodottore, che ha sulla coscenza la vita di Angela e di chissà quante altre donne e madri, tornerà a fare il ginecologo?
Mi vergogno di dover vivere in un paese come questo!
Certe volte quando vado a casa, quella zona è triste xk manchi tu, il tuo sorriso, la tuo voglia di scherzare, in poche parole ci manchi,cm dice una canzone, 6 un viaggio k nn ha ne meta ne destinazine, tu adesso ci guardi dal cielo e ci proteggi,6 diventata la stella k illumini i nostri cuori, spero k ci rimarrai x sempre nei nostri cuori… un abbraccio forte… nn ti scorderemo mai..CIAO..
domani è la festa di san valentino, e tu benissimo la potevi passare cn tuo marito e tuo figlio, ma solo k quei dottori nn te l’hanno permesso, e mi dispiace tantissimo..
ciao bella mia sono domenica e la prima volta che ti scrivo, perchè tutto questo tempo non ho avuto la forza di scriverti però so solamente che mi manchi così tanto anche se non ci perdoniamo sia io che carmine che non siamo venuti al tuo matrimonio mi è dispiaciuto cosi tanto che ci sentiamo cosi in colpa ma non l’ha abbiamo fatto x male spero che tu mi puoi perdonare scusaci tanto..infatti so che tu ci hai perdonati,perchè ti ho sognate tante volte in cui tu in questo sogno eri con domenico,eri vestita da sposa eri bellissima ma eri triste e io ti ho detto e con me c’era anche carmine angela scusaci se non siamo venuti al tuo matrimonio e tu mi ai sorriso dicendomi e mi tenevi le mani non ti preoccupare vi perdono mi ai baciata tre volte nelle guance però anche a carmine ci ai abbracciati fortissimo e te ne sei andata con domenico e poi mi sono svegliata mi sembrava cosi vero..poi non riesco ha dimenticare tutte le volte che ci vedevamo al mercato ogni domenica quando tu eri con tua suocera quando mi vedevi venivi sempre ad abbracciarmi e mi dicevi bella mia chissi dici e ti buttavi ha baciarmi,e mi dicevi quando ti fidanzi con carmine e io ti ho risposto abbiamo fatto l’avvicinamento con i genitori il 15 dicembre 2007..e tu ma i fiori te li ha portati e io no ancora,e mi hai detto non ti preoccupare conoscendo carmine prima o poi te li porterà stai tranquilla..e tu io a carmine e da tanto che l’ho conosco infatti anche lui mi dice che da tantissimo che ti conosceva e che eri una ragazza solare molto bravissima simpatica cioè eri proprio una bella persona,io ho avuto l’opportunità di conoscerti e mi sono veramente accorta che eri una ragazza proprio speciale
mi ricordo sempre quando mi hai detto ora che vi siete fidanzati ufficiale qualche sera dobbiamo andare tutti e quattro ha mangiarci una pizza e io ok vabbene però poi ho scoperto che aspettavi un bambino perche me l’haveva detto carmine però sapevo che non ti sentivi tanto bene,guarda mia cara dolcissima angela avrei voluto passare tante di quelle belle serate insieme a tè e a domenico x conoscervi meglio perchè carmine mi parlava molto spesso di tè e domy ma non è stato purtroppo possibile..sai ti penso sempre,io 23 anni fà e mia sorella angela 18 anni fà siamo nate a villa elisa con il parto cesario io domenica il 6 di febbraio 86,mia sorella il 31 luglio 90 che l’hai conosciuta il 1 agosto 2007 che l’ho portata ha farsi le sopracciglie da tua suocera nel suo negozio che poi me li sono fatte anche io e mia cugina angela di torino,insomma ci hai ordinato un pò a tutti e trè e io quel giorno vi ho detto guau ci sono tre angele e tu ti sei messa ha ridere e ai fatto delle battute come al tuo solito bella pimpante..e non dimenticherò mai il gorno che ti ho conosciuta x caso ad una processione del venerdi santo ad aprile 2006 in pratica eri con domenico e io con delle mie amiche tu mi guardavi continuamente e le mie amiche se ne sono accorte e mi hanno detto c’è una ragazza che ti guarda e ti sorride dolcemente e in modo simpatico e io ad un tratto mi sono girata tu mi hai guardata mi ai sorriso sei venuta e mi hai detto tu sei la fidanzata di carmine e io tutta imbarazzata perchè non ti conoscevo mi vergognavo ti ho risposto di si e tu piacere angela anche domenico si è presentato pure poi ho chiamato carmine ed è venuto anche lui e abbiamo riso è scherzato insieme per tutta la serata..è stata bella quella serata,non la dimenticherò mai..e poi dopo quel giorno ogni volta che mi vedevi da tre miglia lontano incominciavi ha salutarmi come se mi conoscessi da non so quanti anni mi piaceva moltissimo questo di tè mi faceva piacere mi sarebbe piaciuto frequentarti un pò di piu ma io sai non frequentavo l’oratorio..io al tuo matromonio non sono venuta come tu ben sapevi perchè quel giorno stesso si sposava la cognata di mia sorella e gli ho dovuto mettere sia io che mia sorella le scarpe e questa ragazza si chiama angela e adesso cià una bambina che domani gli compirà 4 mesi si è sposata di sera come tè,e che noi quella sera mentre eravamo al ricevimento vi abbiamo chiamati a tè e a domenico x darvi gli auguri nel cellulare stavate ballando e bevendo..peccato che non ci sei piu in questo mondo ma io so che in qualche modo ci vedi ci senti,tutte le mattine guardo le tue foto nel mio telefonino ti prego sempre avverto la tua presenza anche se non ti vedo so che tu ci sei,piango avvolte parlo sempre di tè con tutti guardo la tua foto appena mi sveglio la mattina e ti dico buon giorno e la sera prima di dormire buona notte..so che tu il 3 aprile compivi 25 anni se la tua vita non ti sarebbe stata tolta da quei maledetti medici che devono pagare x quello che ti hanno fatto non ti hanno saputo curare e ne capire io penso che non si può morire cosi x tanto poco per un glucosio eleveto ti hanno lasciata morire mi chiedo sempre ogni giorno perchè doveva capitarti questa disgrazia quando potevi essere tranquillamente con la tua o aurora o carmelo che aveva sei mesi o sette a quest’ora se non mi sbaglio e con tuo marito in quella casa che tu e domenico avete proggettato insieme e che finalmente presto coronavate è realizzavate il vostro sogno d’amore d’un tratto è svanito tutto quanto in un’istante non doveva finire cosi..ogni volta che passo da quel carvanio che scendo ad andare da carmine a piedi mi si riempiono i miei occhi di lacrime e mi rattristo posso solo dirti anche se ti conoscevo poco che ti voglio bene,ti dico questa frase perchè quando l’altra volta ti ho sognata mi hai chiesto se io ti volessi bene e io te lo dico ora non smetterò mai di dirtelo che ti voglio tanto bene raggio di sole..comunque mi dispiace molto di non poter venire a seminara in chiesa domani mattina o al cimitero sia io che carmine perchè la macchina di carmine ha avuto un problema ed è che l’ha stanno aggiustando,appena posso veniamo ha trovarti scusateci moltissimo pregheremo per tè anche se ti ho sognata tre giorni fà in pratica eravamo li con tè tutti vestiti di nero nella chiesa di seminara tu arrivavi triste ci guardavi e parlavi con mè e io non mi sono resa conto che tu eri venuta ha mancare e parlavo tranquillamente poi sei scomparsa e io ti cercavo ma non ti ho potuta piu vedere poi mi sono svegliata ed è finito tutto..ci manchi moltissimo e comunque dimenticavo ieri ci sono stati i carri a palmi ed io e carmine siamo andati ha vederli l’hanno scorso c’eri anche tu che te li guardavi con domenico ed è stato il 24 febbraio mi sembra poi da quel giorno non ti ho piu rivista quella è stata l’ultima volta che to ho incontrata ci siamo parlate sorrisi poi dopo un paio di giorni ho saputo che eri all’ospedale perchè non ti sentivi tanto bene finchè che è arrivato il 2 di marzo e ti sei aggravata sei andata in coma,il giorno dopo mi chiama carmine tutto dispiaciuto dicendomi angela stà x morire io non ci credevo finchè carmine mi ha chiamata la sera alle sette e un quarto dandomi la notizia che sei deceduta.. non o piu parole mi è caduto li il mondo addosso non abbiamo piu capito niente ero solamente sotto scoicc piangevo da morire dicevo non e possibile..e carmine era sotto sciocc non parlava neanche,noi ancora non ci crediamo ancora sembra un’incubo lungo voglio solo risvegliarmi e dire non e vero niente,era solamente un’incubo ma sappiamo che non e cosi..un’abbraccio domenica e carmine ci manchi moltissimo ti vogliamo un mondo di bene bacioni e scusaci di tutto perdonaci..
sono senza parole,leggendo la storia mi son venuti i brividi ,povero Angelo,TUTTO IL PERSONALE MEDICO E PARAMEDICO DOVREBBE PAGARE A VITA L’ERRORE CHE HANNO FATTO NEL SOTTOVALUTARE TUTTI I SINTOMI DA VOI DESCRITTI!!!!!!!!!
ciao principessa sono domenica..tanti auguri..appena posso vengo ha trovarti promesso,sia io che carmine..guardandoti nelle foto eri bellissima stupenda meravigliosa,sempre con quel sorriso i tuoi occhi pieni di gioia con quella voglia di vivere..stamattina sono venuta a messa,e ieri all’oratorio in quella bella fontana che ti hanno dedicato è stato un gesto bellissimo per ricordarti e farti sapere che sei sempre presente nei nostri cuori giorno per giorno non ti dimenticheremo mai e poi mai..eri troppo speciale unica al mondo,sai ho visto per la prima volta tua nipote melania,sai ti assomiglia troppo veramente anche se non la conoscevo iere all’oratorio l’ho salutata e gli ho fatto una carezza nella faccia,l’ho guardata e mi è sembrato di rivedere tè..adesso ti lascio perchè devo uscire a presto ti voglio un mondo di bene un’abbraccio fortissimo a tè e al tuo piccolo spero che siate felici bacioni..bella mia gioia mia..luce che ci illumini il cuore ti vogliamo un mondo di bene ci manchi da morire piccola..
quando sento la canzone k ti ha dedicato mi vengono i brividi xk questa canzone secondo mete l’hanno fatto apposta per te Angela rimarrai sempre nel nostro CUORE!!!e anke nel mio!!!!!!!!T.1.C.D.B.
ciao ANGELA T.V.B.
Sono sicura che qualunque parola sia superflua, tuttavia mi trovo in Veneto dove ho incontrato il Dott.Pedullà presso l’ospedale di Arzignano, il Primario della ginecologia è il Dott.La Rosa.
Ebbene mi chiedo 2 cose:
1. come può ancora esercitare la professione medica il Dott. Pedullà se c’è un processo in corso?
2.è cambiato il suo atteggiamento?
questa purtroppo è l’ennesima vicenda che dimostra che quello del medico non è un semplice lavoro, ma è una missione, una vocazione….e purtroppo la superficialità con cui questo pseudodottore ha lasciato morire questa giovane donna e il suo bimbo ne sono la prova. Ed è anche inutile chiedersi se questo pseudodottore la notte dorma sonni tranquilli perchè di sicuro una persona così non ha coscienza, non ha anima e non ha cuore…ha solo quella che si chiama sete di denaro.
Se Angela non riuscirà ad ottenere giustizia sulla terra, anche se ormai niente le restiutuirà la vita, confido almeno in una giustizia divina che in qualche modo faccia comprendere a quest’omicida (perchè di questo si tratta) il valore della vita.
ciao Angela, ti ho salutata per caso l’altro giorno al cimitero ….. non ti conoscevo, ma sono rimasta colpita dalle tue foto e se ti avessi conosciuta sono sicura che anch’io ti avrei voluta bene.
Ciao Angela, ho letto la tua storia e adesso stò più male di prima perchè ho capito che razza di bestie abbiamo nei nostri ospedali. Anche io come te ho perso il mio bambino con un aborto spontaneo , vedi sono rimasta traumatizzata, figurati che quando sono entrata in sala operatoria per il raschiamento ho detto ai medici di aprire gli occhi perchè non bisogna morire per un aborto.
Bellissima spero sia fatta giustizia e spero che questi medici se così che si devono chiamare abbiano almeno il coraggio di lasciare il camice e dire che questo mestiere non è per loro. VERGOGNATEVI spero che non continuino a praticare la professione
ODIO QUELLI KE TI HANNO UCCISA AMORE… MI MANKI TROPPO GIOIA MIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA… ANGELINA E ROSSELLINAA… 6 SEMPRE DENTRO DI MEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
oggi anno fatto la manifestazione di 2 angeli piu belli saliti in celo e anno parttecipato tutto il modo con dolore e pieno di tristezza e angoscia e un giorno trisce per tutti noi peche in celo sono salite due farffalle colorate e con il sorriso sempre in bocca e con un grade coraggio e amore con tutti…………ciaooooooooo
ciao angela, sicuramente sei finita in cielo prima del tempo. Ancora avevi tante cose da fare qui sulla terra, con noi, vicino a noi .Eri sicuramente un angelo ed’è per questo che sei volata via col tuo piccolo.Ti prego aiutaci a rispettarci, ad’amarci a provare ad’essere felici. Non credo che la tua morte terrena sia stata inutile. conforta i tuoi cari e abbraccia anche i miei tre piccoli tesori che si trovano sicuramente con te in paradiso. Ciao mia splendida cara, ti voglio tanto bene e aiutami ad’essere sempre più umile.
parla di te ttt .. tutto sembra ke mi dica non dimenticare la persona fantastica ke era, ake se ti ho conosciuta ti porterò sempre cn me … <3 tvttttttttttttttttb